C’è un’identità di vedute totale e persino un’omonimia curiosa nel futuro a lungo termine programmato da McLaren Racing. Per la stagione 2026 della F1 Academy, il CEO Zak Brown ha deciso di raddoppiare gli sforzi della scuderia di Woking inserendo una seconda vettura ufficiale sulla griglia di partenza. Una mossa strategica d’impatto, che ha legato le iconiche livree color papaya ai destini di due delle promesse più luminose del motorsport britannico: Ella Lloyd ed Ella Stevens. Entrambe inserite nel prestigioso McLaren Driver Development Programme, le “due Ella” corrono affiancate sotto la gestione tecnica della Rodin Motorsport, incarnando due filosofie di crescita complementari e affascinanti.
La prima vettura, che veste la classica denominazione McLaren F1 Academy, è affidata alla ventenne gallese Ella Lloyd. Per lei il 2026 rappresenta l’anno della verità e della caccia al titolo, dopo una stagione da esordiente nel 2025 che l’ha vista chiudere al quarto posto in classifica generale come miglior rookie del campionato, impreziosita da una splendida vittoria a Gedda. La storia di Lloyd è atipica: senza un passato agonistico nei kart, ha costruito i suoi riflessi e la sua sensibilità nel salto ostacoli e nello sci (dove ha conquistato un oro ai campionati gallesi).
Questa formazione alternativa le ha donato una lettura atipica della dinamica del veicolo e un approccio mentale molto freddo. I frutti di questa maturità si sono visti anche nell’ultimo, caotico round europeo di Silverstone, dove Lloyd ha conquistato un podio pesante nella Sprint Race del sabato rimontando con forza dal sesto al terzo posto.
Sulla seconda monoposto, marchiata con la livrea McLaren Oxagon, siede invece la diciannovenne Ella Stevens, il cui percorso si colloca all’esatto opposto geometrico rispetto a quello della compagna di colori. Stevens è una kartista pura, cresciuta a pane e catene fin dall’età di sei anni e gestita dall’esperienza di Alice Powell. Arrivata in monoposto dopo aver fatto la storia del karting d’oltremanica come prima donna a vincere nella categoria regina britannica KZ2, Stevens ha dominato i Rookie Test della F1 Academy a Navarra prima di guadagnarsi la chiamata di Woking. Il suo 2026 è un anno di apprendistato accelerato e di puro adattamento al carico aerodinamico e alle frenate delle monoposto. Nonostante un weekend di Silverstone complicato e sfortunato, segnato da un contatto nelle prime fasi della Feature Race domenicale, la velocità pura messa in mostra a Shanghai e Montreal dimostra che il potenziale per stare stabilmente in top 10 c’è tutto.
La strategia della McLaren per il 2026 va ben oltre la semplice sponsorizzazione di due talenti. C’è un travaso continuo di competenze tecnologiche ed umane che unisce le pilote della F1 Academy alla squadra madre. Prima del debutto stagionale, Lloyd e Stevens hanno affrontato sessioni di briefing tecnico al simulatore di Woking insieme al campione del mondo in carica Lando Norris, analizzando la gestione del muretto e i segreti della telemetria. Inoltre, per ampliare il bagaglio tecnico di Ella Lloyd, McLaren l’ha già inserita nei test ufficiali di Formula E, testandone la duttilità sui circuiti cittadini e la gestione dei software di rigenerazione dell’energia.
Raddoppiare le vetture in griglia nel 2026 permette a McLaren di raccogliere una quantità doppia di dati sul comportamento degli pneumatici Pirelli e sui setup ideali da deliberare nei complessi tracciati del Nord Europa. Con Ella Lloyd che punta con decisione ai piani alti della classifica e Ella Stevens che macina chilometri per sgrezzare il suo immenso talento da kartista, la scuderia papaya ha blindato il proprio futuro. Le “due Ella” non sono solo due pilote veloci; sono le fondamenta di un progetto di inclusione e ingegneria che vuole portare, nel giro di pochissimi anni, una donna nell’abitacolo di una Formula 1.
Intervista a Ella Lloyd sul canale ufficiale Goodwood
Questo filmato offre un approfondimento registrato direttamente al McLaren Technology Centre, in cui Ella Lloyd racconta nel dettaglio le tappe fondamentali del suo percorso non convenzionale nel motorsport e le sue ambizioni di carriera per il futuro all’interno della scuderia di Woking.
Anna Mangione
