Nel motorsport, la linea che separa il trionfo assoluto dall’inizio di una faticosa risalita è spesso sottile come il battito di un ciglio. Nessuno ne incarna la dinamica meglio di Ana Carrasco. Nel 2024, la pilota spagnola ha scritto una pagina indelebile nella storia delle due ruote aggiudicandosi la stagione inaugurale del FIM Women’s Circuit Racing World Championship (WorldWCR). Un successo epico, deciso all’ultimo giro dell’ultimo round a Jerez al termine di un duello mozzafiato contro Maria Herrera, che le ha permesso di diventare la prima storica campionessa iridata della categoria.
Quel titolo non è stato solo un trofeo in bacheca, ma la conferma che la “Pink Warrior” del motociclismo mondiale possedeva ancora quella determinazione feroce che già nel 2018 l’aveva vista trionfare nel Mondiale Supersport 300.
La grande scommessa: il salto nel Mondiale Supersport (WorldSSP)
Forte del trionfo nel WorldWCR, Carrasco ha scelto di rimettersi subito in gioco nel Campionato Mondiale Supersport (WorldSSP). Una mossa coraggiosa ma spietata: passare da una monocilindrica/bicilindrica leggera a una quadricilindrica da 600cc come la Honda CBR600RR – molto più pesante, fisica e potente – ha significato doversi confrontare con una griglia maschile ultra-competitiva e con ritmi di gara esasperati.
Il primo anno di transizione ha evidenziato tutte le complessità del cambio di categoria. Ana ha dovuto fare i conti con un pesante deficit di chilometraggio sulla moto e con limiti fisici nei cambi di direzione ad alta velocità, chiudendo l’annata di apprendistato senza piazzamenti a punti.
La stagione 2026: la tenacia di ricostruirsi nelle retrovie
Nel corso della stagione 2026, la sfida di Ana Carrasco è entrata nella sua fase più complessa. Con il supporto tecnico di partner storici e un intenso lavoro di preparazione atletica riprogrammato durante l’inverno per gestire il peso e la potenza della 600cc, la campionessa di Murcia sta affrontando un campionato di pura resistenza tecnica e psicologica.
I weekend di gara del 2026 raccontano la storia di una pilota impegnata a limare i decimi di secondo nei turni di prova, lottando a ridosso del gruppo per trovare il ritmo gara e ridurre il distacco dalle posizioni che contano. La rincorsa alla zona punti resta un percorso in salita, ma è proprio nella gestione della frustrazione che si misura il valore di una campionessa.
I momenti “down” nello sport definiscono la grandezza di un atleta tanto quanto i trofei sollevati sul podio. La parabola di Ana Carrasco insegna che il ruolo di una pioniera non consiste nel rimanere in una zona di comfort per vincere facile, ma nell’avere il coraggio di affrontare le categorie più dure, incassare i colpi e continuare a spingere al limite
Anna Mangione
