Nel motorsport moderno capita fin troppo spesso che le regole scritte penalizzino proprio chi dimostra il talento più cristallino. È la storia recente di Maya Weug, pilota della Ferrari Driver Academy che, dopo essersi laureata vice-campionessa della F1 Academy nel 2025, si era ritrovata senza un sedile a ruote scoperte proprio per via del regolamento della serie femminile, che limita la permanenza a due sole stagioni senza garantire automaticamente al primo dei non vincitori un salto di categoria finanziato in Formula 3 o FRECA.
Dopo mesi passati a diversificare le proprie esperienze tra GT e test in Formula E, per la ventiduenne italo-olandese è arrivato il momento della rivincita a ruote scoperte: questo fine settimana Maya farà il suo esordio ufficiale nella Euroformula Open sul circuito tedesco di Hockenheim, vestendo i colori del team italiano BVM Racing.
Un ritorno alle monoposto d’alta velocità
Il debutto nella Euroformula Open al volante di una monoposto F3 gestita da BVM Racing rappresenta un banco di prova di altissimo profilo. La categoria, nota per la performance e per l’elevato carico aerodinamico delle sue vetture, vedrà Maya Weug diventare l’undicesima donna nella storia del campionato a prendere il via, inserendosi in una tradizione che ha visto figure come Juju Noda conquistare persino la vittoria assoluta.
Dopo un 2026 trascorso a costruire un solido bagaglio di esperienza nel campionato Belcar Endurance con vetture GT — condito da ottimi podi a Zolder e ad Assen — il ritorno di Maya alle formule rappresenta una dichiarazione d’intenti: il suo percorso verso i vertici delle categorie monoposto non si è affatto interrotto.
La fame di chi non si è mai arresa
Affrontare le staccate del Motodrom e le veloci curvature del tracciato di Hockenheim senza un’intera stagione di test alle spalle richiede adattamento immediato e una dote di guida istintiva. Elementi che a Maya Weug non sono mai mancati, fin da quando fu la prima donna in assoluto a fare il suo ingresso nella Ferrari Driver Academy.
Il fine settimana in Germania non è soltanto una gara in più sul curriculum, ma il segnale chiaro di come il talento, combinato alla determinazione di un team storico come BVM Racing, possa superare le battute d’arresto burocratiche e restituire alla pista una delle pilote più complete e competitive della sua generazione.
Anna Mangione
