Quando i riflettori dei circuiti si spengono il venerdì sera e i piloti lasciano il paddock per fare ritorno in hotel, il weekend di Formula 1 entra nella sua fase più calda e frenetica. A migliaia di chilometri di distanza dalle piste del mondiale 2026, all’interno del quartier generale tecnologico di MoneyGram Haas F1 Team a Banbury, si accendono le luci delle sale simulatore. È qui, nell’ombra dei laboratori britannici della scuderia, che si decidono le sorti delle qualifiche del sabato e della gara della domenica. Ed è qui che operano menti matematiche brillanti come quelle di Alice Jennings e Alyssa Gomes, figure chiave di quella scuderia invisibile senza la quale nessuna monoposto potrebbe salire sul podio.
La stagione 2026 ha reso il lavoro di queste ingegnere infinitamente più complesso e strategico. Con l’introduzione delle nuove regole sull’aerodinamica attiva e sulle Power Unit a forte trazione elettrica, i team si sono trovati di fronte a vetture completamente imprevedibili. Il comportamento delle monoposto cambia drasticamente tra le simulazioni teoriche al computer e la realtà dell’asfalto. Jennings e Gomes sono le specialiste incaricate di colmare questo divario in tempo reale per il team Haas.
Alice Jennings, Electronics Design Engineer, è la mente dietro l’hardware e i sistemi di acquisizione dati che permettono al simulatore di Banbury di replicare fedelmente le reazioni della vettura reale. Se il pilota in pista avverte una vibrazione anomala sui cordoli o una perdita di carico in frenata, Jennings deve riprogrammare istantaneamente i sistemi elettronici del simulatore remoto. L’obiettivo è consentire al “development driver” (il pilota collaudatore rimasto in fabbrica) di girare nelle stesse identiche condizioni ambientali e meccaniche del circuito.
Al suo fianco lavora Alyssa Gomes, Mathematical Modeler e stratega dei flussi di dati di Haas. Il suo compito è tradurre il comportamento fisico delle gomme e i consumi energetici della complessa unità ibrida in stringhe di codice matematico. Durante le sessioni notturne del venerdì, Gomes analizza i dati grezzi che arrivano direttamente dalle prove libere in pista e corregge i modelli predittivi del simulatore. Se la pista si sta gommandosi più velocemente del previsto o se le temperature calano, è la modellizzazione matematica di Gomes a suggerire al muretto box l’assetto ideale da deliberare per le qualifiche.
Questo lavoro sincrono e notturno è una corsa contro il tempo. Le modifiche studiate e testate al simulatore da Jennings e Gomes devono essere deliberate e inviate agli ingegneri di pista prima delle prove libere del sabato mattina. Spesso, un cambio di ala o una mappatura della batteria testata alle tre del mattino in fabbrica a Banbury si trasforma nella zampata vincente in qualifica poche ore dopo.
Figure come Alice Jennings e Alyssa Gomes incarnano la vera natura della Formula 1 del 2026: uno sport dove la prestazione pura è il risultato di un’immensa rete ingegneristica collettiva. Il loro lavoro non finisce negli highlight televisivi e i loro volti non sono noti al grande pubblico, ma ogni volta che una monoposto Haas affronta una curva perfetta, c’è la firma invisibile, matematica ed elettronica, delle scienziate del venerdì notte.
Nicolò Angiola
