Ci sono fine settimana in cui l’aria di un autodromo profuma in modo speciale, carica dell’odore di gomma bruciata e dell’inconfondibile rombo dei motori spinti al limite. L’ultimo appuntamento dell’ACI Racing Weekend al Mugello è stato proprio uno di questi momenti: una tre giorni intensa, vissuta tra la scioltezza dei cambi di direzione alle Arrabbiate e il brivido delle staccate al limite in fondo al rettilineo della San Donato. A rendere questo appuntamento ancora più avvincente è stata la straordinaria presenza femminile in pista, distribuita tra la potenza brutale delle ruote coperte del Campionato Italiano Gran Turismo e la fitta bagarre delle monoposto della Formula 4.
La grinta delle GT: tra podi cercati ed esordi d’alto profilo
Nelle categorie a ruote coperte, le campionesse del CIGT Sprint si sono trovate ad affrontare un tracciato tecnico e severe temperature dell’asfalto, dove saper gestire le gomme sulla distanza dei minuti di gara faceva tutta la differenza tra il successo e la resa.
Tra le protagoniste assolute spicca senza dubbio Vicky Piria. Al volante della Ferrari 296 Challenge del team Zanasi Racing, in coppia con Giacomo Ghermandi, Vicky ha confermato ancora una volta il suo momento di grazia. Dopo qualifiche da incorniciare, i due hanno conquistato un fantastico terzo posto in Gara 1 nella classe GT Cup AM, regalando spunti di guida pulita ed efficace. Solo un amaro guaio meccanico in Gara 2 ha fermato una rincorsa che prometteva una doppietta a podio.
Sensazioni di grande crescita anche per la pilota lettone Patricija Stalidzane, al debutto nell’impegnativa classe regina GT3 con la Lamborghini Huracán EVO2 dell’Oregon Team. Condividere l’abitacolo con Leonardo Pulcini le ha permesso di accumulare chilometri preziosi e di abituarsi rapidamente al ritmo indiavolato dei migliori interpreti del campionato.
Un fine settimana decisamente più scuro è stato invece quello vissuto dall’equipaggio interamente femminile composto da Federica Levy e dalla svizzera Laura Villars. Sulla Ferrari 296 Challenge del team MRNC12, il duo ha mostrato una velocità incoraggiante fin dalle prove libere del venerdì; ma purtroppo, un grave problema meccanico non ha permesso all’equipaggio di essere al via in gara 1 e un contatto incolpevole in pista ha compromesso il risultato finale di Gara 2 , lasciando amaro in bocca ma anche tanta voglia di riscatto per il prossimo appuntamento.
Il vivaio della Formula 4: il dominio assoluto di Emma Felbermayr
Se le ruote coperte hanno regalato battaglie d’esperienza, l’Italian F4 Championship ha spinto sull’acceleratore dell’adrenalina pura. Con quasi quaranta monoposto al via in quella che è considerata la serie addestrativa più competitiva del pianeta, ben sei giovanissime pilote hanno incrociato le ruote nelle concitate bagarri del centro gruppo.
Su tutte ha svettato la prestazione maiuscola di Emma Felbermayr. La giovanissima austriaca è stata l’assoluta dominatrice del weekend al femminile, firmando un vero e proprio triplete con la vittoria in tutte e tre le manche riservate alla categoria Women. Non solo: grazie a un ritmo indiavolato sul giro secco, Emma è stata l’unica tra le pilote in griglia a conquistare l’accesso diretto alla finalissima della domenica, dimostrando una maturità e una velocità pura d’alto livello.
Accanto al suo exploit, non sono mancate le ottime conferme dalle altre protagoniste del vivaio. La brasiliana Rafaela Ferreira ha mostrato grande freddezza nel districarsi tra le staccate al limite del centro gruppo, mentre le giovanissime Payton Westcott ed Emily Cotty hanno tenuto duro con determinazione in gare spezzettate dai continui ingressi della Safety Car.
Un plauso va anche all’unica portabandiera tricolore sulle ruote scoperte, Ginevra Panzeri, che spinta dal calore del pubblico di casa ha mostrato ottimi spunti velocistici nel settore guidato. A chiudere il quadro ci ha pensato la rumena Zoe Florescu Potolea, capace di risalire con caparbietà dalle retrovie grazie a una guida pulita e priva di sbavature.
Al Mugello non si è vista una semplice partecipazione di presenza, ma un gruppo di atlete vere, determinate e tecnicamente preparate, capitanate da una Felbermayr in stato di grazia, capaci di prendersi la scena in uno dei tempi più difficili e affascinanti dell’automobilismo mondiale.
Anna Mangione
