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	<title>Senza categoria | Wheels&amp;Heels</title>
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	<title>Senza categoria | Wheels&amp;Heels</title>
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		<title>Dalla teoria alla pista: come il paddock ELMS di Imola ha aperto le porte alla prossima generazione del motorsport</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:44:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il weekend della 4 Ore di Imola, terzo round della European Le Mans Series 2026, non ha regalato soltanto grande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il weekend della 4 Ore di Imola, terzo round della European Le Mans Series 2026, non ha regalato soltanto grande spettacolo in pista tra prototipi LMP2 e vetture GT3. Tra i muretti e i box dell&#8217;Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari si è consumato un passaggio di consegne cruciale per il futuro del motorsport, trasformando il paddock in un laboratorio a cielo aperto dedicato all’inclusione, alle discipline STEM e all’empowerment femminile.</p>
<p>La concomitanza tra la seconda edizione della tavola rotonda internazionale <strong>&#8220;Women on Track&#8221;</strong> e la visita esclusiva dei vincitori del contest <strong>&#8220;WOW 2026&#8221;</strong> ha dimostrato come la sinergia tra istituzioni locali e campionati globali possa creare opportunità reali e tangibili per i giovani talenti.</p>
<p><strong>&#8220;Women on Track&#8221;: le professioniste si raccontano</strong></p>
<p>Sabato pomeriggio, il paddock di Imola ha ospitato la seconda edizione di <em>Women on Track</em>, un panel d&#8217;eccellenza coordinato dalla responsabile eventi ELMS Gaëlle Chouteau e dal Direttore Generale dell&#8217;autodromo Pietro Benvenuti. Davanti a una platea di studenti, università e addetti ai lavori, sei professioniste di primissimo piano del circus dell&#8217;endurance hanno condiviso le proprie storie, scardinando il mito di un motorsport esclusivamente maschile e mostrando i diversi percorsi di carriera accessibili dietro le quinte.</p>
<p>Le relatrici hanno coperto ogni area vitale di un team da corsa: dalla gestione sportiva con Lisa Weishard (Sporting Manager ACO) e Alice Menin (Team Manager di Iron Lynx), fino alla comunicazione con Charlotte Lumley (Nielsen Racing). A catturare l&#8217;attenzione sono state soprattutto le testimonianze tecniche e di pilotaggio: la stella della griglia Doriane Pin (pilota del Duqueine Team), Sophie Bull (capomeccanico della vettura n.1 di TF Sport) e Lison Mougin (ingegnere dei sistemi dati di IDEC Sport) hanno spiegato come la competenza numerica, la telemetria e la preparazione fisica siano gli unici, veri parametri di giudizio all&#8217;interno di un box d&#8217;élite.</p>
<p><strong>Il premio sul campo: i ragazzi del contest WOW 2026 nel cuore del muretto box</strong></p>
<p>Se il panel <em>Women on Track</em> ha offerto l&#8217;ispirazione teorica, la pratica è arrivata con la presenza dei vincitori del contest di <strong>WOW Women Motor – Women Opening Ways</strong> evento che si tiene a marzo ad Imola con l&#8217;obiettivo di promuovere la parità di genere e l&#8217;orientamento verso le materie scientifico-tecnologiche, il progetto ha visto la sua fase finale proprio nel weekend dell&#8217;ELMS.</p>
<p>Diciassette studentesse e studenti degli istituti superiori imolesi <em>Scarabelli</em> e <em>Andrea Costa</em>, vincitori del contest WOW 2026, hanno ottenuto il pass più ambito: l&#8217;accesso esclusivo al cuore pulsante del paddock. I ragazzi hanno potuto toccare con mano il lavoro di ingegneri e meccanici durante le sessioni più calde del fine settimana, confrontandosi direttamente con i team, analizzando il funzionamento delle centraline e sperimentando la produzione di contenuti multimediali e podcast direttamente dal retro-box.</p>
<p><strong>Un modello replicabile</strong></p>
<p>L&#8217;esperimento imolese dimostra che la strada per abbattere gli stereotipi nel motorsport non passa da iniziative isolate, ma da percorsi integrati. L&#8217;Autodromo di Imola, attraverso la piattaforma del <em>PITLab</em>, e la European Le Mans Series hanno creato un ponte diretto tra i banchi di scuola e le corsie della pit lane. Portare i giovani, e in particolare le studentesse, a respirare l&#8217;aria del muretto box mentre i motori si accendono è il modo più efficace per far capire che i ruoli di ingegnere di pista, meccanico o team manager sono pienamente alla loro portata. La caccia al talento del futuro, a Imola, è ufficialmente passata dalle parole ai fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anna Mangione</p>
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		<title>&#8220;Grand Prix&#8221; un cartoon nelle sale con protagonista una topolina</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 15:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Edda è una topolina che, insieme al padre, gestisce un Luna Park che rischia la chiusura. Il suo sogno è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Edda è una topolina che, insieme al padre, gestisce un Luna Park che rischia la chiusura. Il suo sogno è quello di poter guidare un giorno un&#8217;auto da corsa nella prestigiosa gara del Gran Prix. La sua esperienza di pilota ha dovuto interrompersi dopo la morte della madre. Ed è Il campione indiscusso del settore ed Edda ha l&#8217;occasione di incontrarlo quando finisce con il salire sulla sua auto da corsa procurandogli però una lussazione a una spalla che impedirà al fuoriclasse la partecipazione alla competizione. Scoperta una certa somiglianza tra di loro Edda convincerà il riluttante Ed alla sostituzione. Lei fingerà di essere lui e ad Ed spetterà il compito, nei panni di un accanito fan del campione, di tentare di darle suggerimenti a distanza.</p>
<p>Un film di produzione europea che rispetta le regole delle produzioni delle major inserendovi tematiche che affrontano le relazioni interpersonali. Fin dalle sequenze di apertura veniamo posti dinanzi a due mondi. Da un lato c&#8217;è quello della rutilante gara internazionale che si sviluppa in una serie di tappe che toccano la Francia, la Svizzera, la Germania, l&#8217;Italia e la Gran Bretagna. Dall&#8217;altro quello del piccolo Luna Park condotto da un padre vedovo e da una figlia sognatrice. La gara automobilistica consente di mettere in scena non solo luoghi differenti dell&#8217;Europa ma di diversificare anche le provenienze dei partecipanti. Abbiamo così lo stambecco svizzero, l&#8217;orso tedesco, il gallo francese ecc. In questo mondo si corre a Parigi o a Londra ma gli abitanti sono tutti a due o a quattro zampe. Sul piano tematico il rapporto tra la topolina aspirante pilota da corsa e il topolino campione egocentrico fa sì che a lei venga affidato il compito più difficile e cioè quello di chi deve superare innumerevoli ostacoli, creati per vivacizzare la competizione, dimostrando di poter riuscire. Farà di più scoprendo anche chi cerca di sabotare la gara a proprio favore.Il film funziona sul piano dell&#8217;azione mentre meno riuscite risultano le gag che dovrebbero procurare la risata. Ciò che offre un tocco di maggiore umanizzazione a questo mondo animale sono le descrizioni, che progressivamente vengono alla luce, del background dei protagonisti ad ognuno dei quali vengono attribuite motivazioni che ne spiegano il comportamento. Su questo piano si può cogliere una sensibilità tutta europea che sin dalle prime battute cerca di trovare un equilibrio tra la pura e semplice azione sfavillante e qualche, seppur semplice, occasione di riflessione anche per gli spettatori più piccoli mescolando con un interessante esito di adrenalina e sensibilità.</p>
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		<title>L&#8217;architettura della vittoria: ingegneria di pista e visione strategica al muretto box nel WEC</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 08:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel motorsport ad altissima complessità come il FIA World Endurance Championship, l&#8217;esito di una gara di durata si decide solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="10">Nel motorsport ad altissima complessità come il FIA World Endurance Championship, l&#8217;esito di una gara di durata si decide solo in parte nei sorpassi lungo i rettilinei. A determinare il successo di un programma sportivo è l&#8217;architettura tecnica e gestionale che opera dietro le quinte: una fitta rete di ingegneri di pista, strategist e analisti di telemetria la cui capacità di lettura dei dati in tempo reale definisce il margine tra il podio e il ritirata.</p>
<p data-path-to-node="11">L&#8217;evoluzione dei regolamenti Hypercar e LMGT3 ha introdotto un livello di gestione delle risorse senza precedenti. Dalla calibrazione dei flussi di potenza del sistema ibrido alla gestione del consumo degli pneumatici nelle differenti finestre di temperatura, fino al calcolo predittivo delle soste sotto regimi di Full Course Yellow o Safety Car, la pressione sulle figure del muretto box è costante. In questo contesto di altissima specializzazione, l&#8217;apporto di professioniste dell&#8217;ingegneria e della gestione di gara — da pioniere della strategia come Leena Gade fino alle giovani ingegnere dei dati operative nei garage delle Hypercar ufficiali e delle squadre cliente — rappresenta la dimostrazione di come la competenza quantitativa e la freddezza decisionale siano gli unici parametri rilevanti.</p>
<p data-path-to-node="12">La leadership al muretto box richiede una sintesi perfetta tra fredda analisi dei modelli matematici e sensibilità psicologica nella gestione dei piloti durante i turni di guida notturni o in condizioni meteo variabili. Per l&#8217;industria automotive e per il FIA WEC, investire sulla crescita di figure tecniche d&#8217;eccellenza e promuovere la cultura del dato significa elevare costantemente il livello prestazionale del campionato, confermando l&#8217;endurance come il banco di prova ingegneristico più probante del settore automobilistico globale</p>
<p data-path-to-node="12">
<p data-path-to-node="12">Anna Mangione</p>
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		<title>&#8220;Donne e Motori: gioie e basta&#8221;, la mostra fotografica arriva alla III edizione e &#8220;raddoppia&#8221; il messaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 15:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mostra fotografica &#8220;Donne e Motori: gioie e &#8230;basta&#8221; è stata ideata da Elisabetta Cozzi, fondatrice e presidente del Museo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra fotografica &#8220;Donne e Motori: gioie e &#8230;basta&#8221; è stata ideata da Elisabetta Cozzi, fondatrice e presidente del Museo Fratelli Cozzi, giunta alla terza edizione &#8220;raddoppia &#8221; il  messaggio. L’iniziativa è promossa dall’associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi e si propone di raccontare storie di donne che si sono distinte in vari ambiti, dall’istituzionale al sociale, dal professionale al culturale. Si tratta di un progetto che celebra la presenza femminile nel mondo dell’automobile e che dimostra come la passione per i motori non abbia genere.</p>
<p>Presentata in anteprima a Milano AutoClassica la terza edizione della mostra fotografica &#8220;Donne e Motori: gioie e &#8230;basta&#8221; e visitabile dal 15 al 17 novembre all&#8217;ingresso del padiglione 12 e poi verrà inaugurata ufficialmente il 25 novembre al Museo Fratelli Cozzi, nella Sala Rossa, alla presenza di autorità, giornalisti e delle protagoniste degli scatti. Una giornata importante e non scelta a caso poichè coincide con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.</p>
<p>L’edizione 2024/25 è incentrata su un tema che vuole sfidare un altro pregiudizio radicato: “Le donne non sanno fare squadra”. Per dimostrare il contrario, ogni testimonial ha posato insieme a una “sorella” con la quale ha un legame speciale, che sia di tipo professionale o personale. La fotografa Camilla Albertini, che ha curato tutte le edizioni precedenti, ha ritratto 40 donne accanto alle storiche automobili della collezione museale, catturando l’identità e il carisma di ciascuna.</p>
<p>Far parte di questo progetto ci riempie di orgoglio perchè Elisabetta Cozzi è una donna capace di ispirare con le sue parole, i suoi gesti e le sue innumerevoli attività un movimento di empowerment che va oltre il gender gap. Il suo progetto fotografico promuove la cultura del rispetto, elemento fondamentale per combattere ogni forma di violenza.</p>
<p>L’esposizione sarà visitabile fino al 18 dicembre al Museo Fratelli Cozzi e poi inizierà il suo tour nelle diverse regioni ed eventi sul suolo nazionale, quindi stay tuned e seguite i social per rimanere aggiornati</p>
<p>L’iniziativa contrasta gli stereotipi, ma non solo, mira anche a diffondere una nuova visione della donna nel contesto automobilistico. Il progetto ha già viaggiato in tutta Italia e all’estero, toccando istituzioni, scuole e biblioteche, e si è evoluto grazie al contributo delle protagoniste e al sostegno di sponsor come Mawdy Services e Pirelli quest&#8217;anno. I media partner, tra cui Quattroruote e Ruoteclassiche, hanno contribuito a dare visibilità al messaggio di cambiamento culturale portato avanti dalla mostra, che è patrocinata da: Università LIUC, ACI Storico, ASI e FIVA. Dopo tre anni di successi, la mostra continua a crescere e a conquistare nuovi traguardi, sfidando vecchi stereotipi e proponendo un’immagine femminile autentica e lontana dagli schemi tradizionali. In questo periodo si sono create “alleanze di grande valore sociale e culturale”, tra le testimonial e il Museo Fratelli Cozzi. Una grande e forte “sorellanza” che è il tema rappresentato come indicato prima in questa edizione.</p>
<p>“Tre anni che ci hanno riempite di orgoglio e investite di una nuova responsabilità, quella di continuare a divulgare sempre di più una cultura lontana dagli stereotipi, promuovendo una comunicazione etica e rispettosa”, come ha dichiarato Elisabetta Cozzi.</p>
<p>Come dimostrato dall’impatto sui motori di ricerca, dove oggi appaiono sempre più spesso immagini della mostra accanto a quelle tradizionali, il cambiamento è possibile. E la strada tracciata da “Donne e Motori? Gioie e basta” è un esempio di come la visibilità si possa ottenere senza scendere a compromessi.</p>
<p>Ecco i nomi delle protagoniste:<br />
&#8211;  Maria Paola Stola Ariusso – Founder STUDIOTORINO. Docente IED Torino. Volontario ASI Commissione Case Costruttrici e Designers. Collezionista auto storiche<br />
&#8211; Federica Levy –Pilota nel Team Attack Italia e test drive del Ferrari Challenge Europa 2024. Studentessa Università di Torino</p>
<p>su Alfa Romeo Formula Boxer;</p>
<p>&#8211; Martina Semenzato – Onorevole Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere<br />
&#8211; Claudia Segre – Presidente e Fondatrice Global Thinking Foundation. Vicepresidente AssoFintech e Co Chair Women7/G7 Italy</p>
<p>su Alfa Romeo Giulia SS;</p>
<p>Maria Leitner – Caporedattore centrale Rai Tg2 . Conduttore, autore, coordinatore Tg2 Motori . Già inviata in Formula 1 a TMC. Autrice del libro l’arte di guidare con Miki Biasion. Ambasciatrice WFP.<br />
Barbara Gabarrini Confalonieri – Imprenditrice globe trotter nel settore industriale della stampa e nel settore distribuzione moda</p>
<p>su Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d’Oro;</p>
<p>Rita Paparella – Ingegnere nucleare, PhD in fisica delle particelle. Giornalista pubblicista e consulente tecnico in progetti industriali di innovazione e R&amp;D<br />
Irma Conti – Garante Nazionale delle persone private della libertà personale. Avvocato Cassazionista esperta in materia penale. Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Presidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia</p>
<p>su Alfa Romeo RZ Roadster Zagato</p>
<p>Chiara Viale – Autrice del libro “Lidia e le altre: pari opportunità ieri e oggi. L’eredità di Lidia Poët”. Avvocata. Responsabile D&amp;I di A&amp;A – Albè e associati Studio Legale<br />
Federica Bottini – Avvocata specializzata in diritto commerciale. Associate A&amp;A – Albè e Associati Studio Legale</p>
<p>su Alfa Romeo 2600 Spider Touring Superleggera</p>
<p>Tiziana Vallone – Dottore Commercialista e Board member. Vicepresidente Manageritalia. Consigliere nazionale Aidda<br />
Maria Letizia Giorgetti – Professoressa Associata in Economia Applicata, Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi, UNIMI. Comitato Scientifico Women&amp;Tech</p>
<p>su Alfa Romeo Spider Duetto</p>
<p>Eugenia Capanna – Mamma, pilota e Team Manager nel Motorsport. CEO MTS – Motorsport Technical School<br />
Francesca Gaspari – Mamma, fotografa e pilota di moto nel Rally Raid. Ambassador della Federazione Motociclistica Italiana femminile. Copilota alla Dakar 2025</p>
<p>su Alfa Romeo AR 51 (Matta)</p>
<p>Giuliana Parabiago (con il cane Oscar) – Giornalista di moda e di costume. Autrice, consulente di Pitti Immagine e di Sposaitalia. Docente Storia della Moda all’Istituto Raffles<br />
Nataša Grom – Vicepresidente FIVA Cultura e Giovani. Capo ufficio della Federazione Slovena dei Veicoli Storici (SVAMZ). Relazioni Pubbliche del Museo della Moto Grom</p>
<p>su Alfa Romeo 2600 Sprint</p>
<p>Laura Lavizzari – Senior Project Manager Museo Fratelli Cozzi. Volontaria Refettorio Ambrosiano<br />
Elisabetta Cozzi – Fondatrice e Presidente Museo Fratelli Cozzi. Presidente Associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi</p>
<p>su Alfa Romeo 6 2500 Spider</p>
<p>Desirée Baldini – Consulente PR &amp; Media Relations, attenta alle relazioni umane, senza distinzioni di genere. Dal food all’automotive, specializzata in vetture classiche &amp; vintage<br />
Gioia Sottocasa – Consulente PR &amp; Media Relations. Esperta in comunicazione di sostenibilità</p>
<p>su Alfa Romeo Giulietta T.I.</p>
<p>Rachele Grassini – Presidente e fondatrice dell’associazione Politics Hub. Praticante avvocato presso Latham &amp; Watkins<br />
Carolina Sardelli – Giornalista, conduttrice. Collabora con Mediaset e con l’agenzia di social media journalism Rassy. Si occupa di UE e di hard news</p>
<p>su Alfa Romeo 1750 GT Veloce</p>
<p>Alessia del Corona – Direttrice Fondazione Italia Patria della Bellezza. Assessora alla cultura e al marketing territoriale del Municipio 1 – Comune di Milano<br />
Federica Sala – Curatrice indipendente &amp; designer advisor. Direttrice Responsabile The Good Life Italia e Lamborghini Magazine</p>
<p>su Alfa Romeo Montreal</p>
<p>Himara Bottini – Imprenditrice titolare di Bottini1946, azienda di famiglia attiva da tre generazioni nel settore delle auto classiche e da collezione<br />
Francesca Azzali – Deputy Editorial Director of Cavallino and Founding Member of Canossa</p>
<p>su Alfa Romeo 4C</p>
<p>Beatrice Lerose – Pirelli Motorsport Tyre Performance Engineer<br />
Marta Gasparin – Head of Pirelli Motorsport Commercial Operations and Marketing</p>
<p>su Alfa Romeo SZ Sprint Zagato</p>
<p>Sara Croce – Direttore Human Resource Mawdy e Mawdy Services<br />
Cecilia Tabarelli – Direttore marketing Strategico e Comunicazione Mawdy e Mawdy Services</p>
<p>su Alfa Romeo Giulia Spider</p>
<p>Marta Modena – Studentessa di giurisprudenza. Futura Presidente della Corte Costituzionale<br />
Claudia De Lillo, alias Elasti – Giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica. Fa yoga e dolci, anche insieme. Vive con quattro maschi, suo malgrado</p>
<p>su Alfa Romeo Giulia TI Super</p>
<p>Daniela Bramati – Presidente e AD SEV S.p.A. Consigliere Fondazione BPM. Membro CDA e comitato esecutivo ANSA. Consigliera Camera di Commercio Varese. Membro del Consiglio FIEG<br />
Paola Ferrario – Responsabile amministrativo e il HR gruppo SEV S.p.A.</p>
<p>su Alfa Romeo Giulia Sprint</p>
<p>Monica Secondino – Portfolio Manager, Giornalista freelance. Founder di Donne in Auto. Giurata del Women’s Worldwide Car of The Year<br />
Ilaria Salzano – Giornalista automotive. Giurata del Women’s Worldwide Car of The Year</p>
<p>su Alfa Romeo Giulietta Sprint</p>
<p>Martina Rabbolini – Nuotatrice paralimpica non vedente. Biologa nutrizionista, prima in Europa nel suo campo. Brand Ambassador per e-work e promotrice di inclusione e crescita personale<br />
Alessia Branca – Pedagogista. Docente di sostegno</p>
<p>su Alfa Romeo 155 Q4 “Record di velocità”</p>
<p>&#8211; Yuko Noguchi – Giornalista e coordinatrice di ricerca storica per il mondo delle auto classiche. Collabora con testate giornalistiche giapponesi<br />
&#8211; Francesca Stanguellini – Direttrice Museo Stanguellini. Atleta paralimpica</p>
<p>su Alfa Romeo Junior Zagato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi ricordiamo che seguendo i social del Museo rimarrete aggiornati sui luoghi e le modalità per vederla, in quanto sarà itinerante per portare il proprio messaggio in più luoghi possibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anna Mangione</p>
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		<title>LA F1 ANNUNCIA UNA NUOVA SERIE TOTAL PINK NEL 2023: LA F1 ACADEMY</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 19:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da settimane girava la notizia e finalmente è arrivata. La F1 annuncia la nascita di una serie tutta al femminile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da settimane girava la notizia e finalmente è arrivata. La F1 annuncia la nascita di una serie tutta al femminile a partire dal 2023 che si chiamerà F1 Academy.</p>
<p>A partire dal 2023, la <a href="https://www.formula1.com/">F1</a> lancerà direttamente una categoria di piloti total pink, la F1 Academy, per sviluppare e preparare giovani piloti donne a progredire a livelli più alti di competizione, tra cui W Series, Formula 1, Formula 2 e Formula 3.</p>
<p>La serie sarà composta da cinque team gestiti dagli attuali team di F2 e F3, ciascuno avrà  tre vetture per comporre una griglia di 15 monoposto. La prima stagione comprenderà sette eventi con tre gare ciascuno, per un totale di 21 gare.  Nei prossimi mesi verrà reso noto un calendario che comprende più di 15 giorni di test ufficiali.</p>
<p>I piloti saranno al volante di telai Tatuus T421, Autotecnica  fornirà motori turbocompressi da 165 cavalli, mentre Pirelli, partner globale della Formula 1, fornirà gli pneumatici.</p>
<p>La serie  sarà gestita dal CEO di Formula Motorsport Limited Bruno Michel  e vedrà una suddivisione dei costi. La F1 sovvenzionerà il costo di ciascuna vettura con un budget di 150.000 euro, mentre i piloti  e le squadre copriranno il resto.</p>
<p>Lo scopo della serie è quello di massimizzare l&#8217;opportunità e il potenziale delle giovani donne pilota per raggiungere il top nel motorsport e fornire ai giovani talenti attualmente nel go-kart o in altre categorie minori, l&#8217;esperienza necessaria prima di gareggiare in F3. Dopo aver valutato le barriere che le giovani donne devono affrontare per entrare nella piramide della F1, è diventato chiaro dare la possibilità di creare per loro la stessa esperienza dei loro colleghi maschi alla stessa età.</p>
<p>Pertanto, l&#8217;obiettivo della F1 Academy è quello di colmare questa lacuna. I piloti cresceranno anche lavorando con team professionisti, rinomati nel motorsport per la cura dei giovani piloti, e che li aiuteranno a sviluppare le fondamentali capacità di preparazione tecnica, fisica e mentale necessarie per le competizioni d&#8217;élite.</p>
<p>Le intenzioni della F1 sono di garantire alle aspiranti piloti donne le migliori opportunità per sviluppare il loro potenziale e prepararsi al primo passo per entrare in Formula 3 e progredire.</p>
<p>E la W Series? Ce lo stiamo chiedendo un pò tutti.<br />
La W Series continua a fornire una grande piattaforma per i piloti. La F1 Academy ha lo scopo di aggiungere un tassello in più per la prossima generazione di giovani piloti donne, che correranno in un ambiente che consentirà loro di acquisire un&#8217;esperienza fondamentale grazie a una grande quantità di tempo in pista.</p>
<p>&#8220;Tutti dovrebbero avere l&#8217;opportunità di seguire i propri sogni e realizzare il proprio potenziale. La Formula 1 vuole garantire che stiamo facendo tutto il possibile per creare una maggiore diversità e percorsi in questo incredibile sport&#8221;, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali.</p>
<p>“Ecco perché sono lieto di annunciare la F1 Academy che offrirà alle giovani piloti donne la migliore possibilità di realizzare le loro ambizioni. La F1 Academy darà un programma completo che supporta le loro carriere agonistiche e offre loro tutto ciò di cui hanno bisogno per passare alla F3 e, si spera, alla F2 e poi l&#8217;apice della Formula 1. Più opportunità ci sono, meglio è e questo è progettato per fornire un altro percorso per il successo dei piloti.</p>
<p>Il responsabile della sostenibilità della Formula 1, Ellen Jones, ha rilasciato : “Negli ultimi anni, abbiamo fatto grandi progressi su questi importanti temi. L&#8217;annuncio di oggi è un impegno molto importante. Garantirà alle giovani donne pilota la migliore opportunità per iniziare la loro carriera professionale nel motorsport e salire la scala verso l&#8217;alto sviluppando le loro capacità ed esperienza nel modo giusto e con il giusto supporto”.</p>
<p>&#8220;Sono molto entusiasta di lanciare questa nuova categoria&#8221;, ha dichiarato infine il manager della F1 Academy Bruno Michel. “La diversità è estremamente importante nel motorsport. Con la F1 Academy dimostreremo che le donne pilota hanno le carte in regola per competere ad alti livelli. Sono assolutamente convinto che se alle giovani donne viene data la stessa quantità di esperienza di qualsiasi altro pilota, possono farsi strada con successo.</p>
<p>“Il nostro obiettivo è vedere piloti donne sulla griglia di F3 nei prossimi due o tre anni e farli sfidare rapidamente per punti e podi. L&#8217;obiettivo è aumentare il campo nel prossimo futuro, perché speriamo che questa categoria ispiri  giovani ragazze a competere nel motorsport ai massimi livelli”.</p>
<p>Un passo importante per poter accompagnare le giovani driver verso la categoria massima del motorsport. Ora non resta che attendere di conoscere i dettagli che non tarderanno ad arrivare riguardanti i team che ne faranno parte. Si parla anche di alcune modifiche future nelle vetture di F3 e F2 per rendere più accessibili alle donne, ma non corriamo troppo.</p>
<p>Speriamo davvero che la F1 Academy possa essere il giusto passaggio in questo percorso per creare una chiara e univoca filiera per poter riportare una donna in F1.</p>
<p><a href="https://www.wheelsandheels.it/">Wheels and heels</a> vi terrà aggiornati.</p>
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		<title>IL MONDO MINI E LE DONNE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 13:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un legame solido creato nel tempo e nella storia di un marchio cosi importante e affascinante quello tra il mondo  [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un legame solido creato nel tempo e nella storia di un marchio cosi importante e affascinante quello tra il mondo  MINI e le donne.</p>
<p>Sapevate che è stata una donna ad aver messo su strada la MINI più veloce mai costruita? E che la prima MINI puramente elettrica è stata sviluppata sotto la direzione di una donna? E che il design del modello “più mascolino” della gamma MINI è stato plasmato da una donna?</p>
<p>Monaco. A Berlino, l&#8217;8 marzo è considerata festa nazionale, a Monaco, invece, uomini e donne lavorano nella giornata internazionale della donna. Nella vita lavorativa quotidiana di MINI, i progressi verso la vera uguaglianza di genere sono da tempo evidenti sulle tabelle del personale per i vari reparti, le responsabilità e le posizioni dirigenziali di ogni tipo. &#8220;We are all different – but good together&#8221; è un motto il cui significato è costantemente riscontrabile nella pratica. Non c&#8217;è altra via per un produttore di auto premium attivo a livello globale, la cui metà dei veicoli viene in media acquistata e guidata da donne.</p>
<p>La lotta per la parità sarà conclusa con successo solo quando non ci sarà più bisogno di parlarne. Parole sante in effetti. Fino ad allora, le donne eccezionali del team MINI continuano ad essere fonte di ispirazione per altre donne. Tante di loro sono esempi di donne forti che hanno preso il timone in posizioni chiave in MINI e sono arrivate dove sono semplicemente perché sono le migliori in ciò che fanno.</p>
<p><strong>Sapevate che è stata una donna ad aver messo su strada la MINI più veloce mai costruita?</strong></p>
<p>Petra Beck ha frequentato una scuola secondaria femminile per le lingue moderne e ha poi deciso di studiare ingegneria elettrica. &#8220;Al momento della decisione non mi rendevo conto che sarebbe stato uno shock culturale&#8221;, ricorda. &#8220;Ero solo appassionata di matematica e fisica e volevo scegliere una facoltà che mi avrebbe dato più opportunità possibili&#8221;. Nel suo corso di laurea, la percentuale di donne era allora inferiore al dieci per cento. Dopo aver intrapreso la carriera, le cose non erano molto diverse: nei progetti internazionali che supervisionava come ingegnere di sistemi per l&#8217;industria aerospaziale i colleghi uomini erano chiaramente la maggioranza. Sono seguiti cinque anni di consulenza di processo tra vendite, produzione e gestione dei fornitori.</p>
<p>Cosa serve per reggere il confronto in un ambito maschile? &#8220;Devi essere molto interessata, entusiasta e avere anche un po&#8217; di resistenza&#8221;, racconta Petra Beck. E ad un certo punto, secondo la sua esperienza, la competenza e la personalità sono ciò che conta di più. &#8220;Fondamentalmente, soprattutto come manager, tutti gli argomenti &#8211; non importa quanto siano tecnici &#8211; sono prima di tutto affari tra persone&#8221;. Tuttavia, la solida base del suo lavoro di sviluppo come ingegnere l&#8217;ha spesso aiutata a farsi accettare più rapidamente.</p>
<p>Petra Beck lavora per il BMW Group dal 2007, dove &#8220;molto è cambiato in termini di diversità negli ultimi anni&#8221;. E quando si tratta di questa tematica: &#8220;preferisco sempre essere parte del processo piuttosto che solo uno spettatore&#8221;. Prodotti eccitanti, una grande squadra, un lavoro internazionale e compiti diversi &#8211; tutto ciò che la attrae del suo lavoro come project manager di veicoli in MINI, che svolge da due anni. Uno dei punti salienti finora è stato accompagnare lo sviluppo in serie della MINI più veloce mai prodotta, in un ruolo di primo piano.</p>
<p>La MINI John Cooper Works GP (consumo di carburante combinato: 7,3 l/100 km; emissioni di CO2 combinate: 167 g/km) è una rarità estremamente audace con il suo motore a quattro cilindri da 225 kW/306 CV e una serie di 3000 unità. Nonostante il suo aspetto imponente, questa MINI è anche un&#8217;auto davvero piacevole, come osserva la project manager. &#8220;Mi piace quando l&#8217;auto suscita un sorriso sul volto degli altri utenti della strada. Questo è esattamente quello che succede per ogni MINI&#8221;, inclusi i raduni di auto d&#8217;epoca, ai quali Petra Beck ama partecipare nel suo tempo libero, e che attende con ansia dopo lo stop dovuto alla pandemia.</p>
<p><strong>Sapevi che la prima MINI puramente elettrica è stata sviluppata sotto la direzione di una donna?</strong></p>
<p>&#8220;Essere diversi non è né buono né cattivo, bisogna solo capirlo prima&#8221; afferma Elena Eder, che possiede delle “diversità&#8221; sul suo curriculum e si descrive come una &#8220;figlia del mondo&#8221;. Nata in Italia, cresciuta trilingue da bambina prima negli USA e poi in Francia, ha studiato ingegneria meccanica in Italia dopo il diploma, per poi rimettersi in viaggio poco dopo. Le sue prime esperienze professionali l&#8217;hanno portata in Francia, Italia, Inghilterra e Germania, oltre che in India e Cina. Nel frattempo, Elena Eder è madre di tre figli e si è fatta un nome in MINI. Come project manager, è stata determinante nel portare su strada il primo modello completamente elettrico del marchio premium britannico, la MINI Cooper SE (consumo di carburante combinato: 0,0 l/100 km; consumo elettrico combinato: 17,6 &#8211; 15,2 kWh/100 km secondo WLTP, 16,1 &#8211; 14,9 kWh/100 km secondo NEDC, emissioni di CO2 combinate: 0 g/km).</p>
<p>Per Elena Eder, la sostenibilità è una questione di atteggiamento e la tecnologia è lo strumento per realizzarla. Già da bambina provava un certo entusiasmo per la tecnologia. “Non giocavo con le bambole, ma con le macchine&#8221;. E così anche la sua carriera professionale l&#8217;ha portata nell&#8217;industria automobilistica. &#8220;Sono sempre stata affascinata dalla complessità e dalle cose belle&#8221;, dice Elena Eder. &#8220;E le automobili stanno agli ingegneri come un&#8217;immersione nella Grande Barriera Corallina sta ai subacquei&#8221;.</p>
<p>Il fatto di doversi immergere nel mondo prettamente maschile non ha mai preoccupato molto l&#8217;ingegnere. &#8220;Non ho mai voluto vederlo come un lavoro da uomo. Lo vedevo solo come una passione, è lì che volevo andare&#8221;. Elena Eder è convinta che la determinazione, l&#8217;apertura e un atteggiamento che dia semplicemente per scontata la diversità siano la migliore ricetta contro le restrizioni che ancora troppo spesso ostacolano le donne. &#8220;Penso che ognuno dovrebbe seguire la propria passione e che nessuno dovrebbe essere vittima di un pregiudizio o uno schema precostituito&#8221;.</p>
<p><strong>Sapevate che il design del modello “più mascolino” della gamma MINI è stato plasmato da una donna??</strong></p>
<p>La MINI Countryman è la più grande, la più versatile e, secondo alcuni, il modello più &#8220;maschile&#8221; del marchio MINI. La robusta tuttofare deve il suo design espressivo in gran parte a una donna. La designer MINI Khrystyne Zurian ha un legame stretto con questo modello. &#8220;La MINI Countryman è sportiva e versatile, sprigiona molta energia in un ingombro relativamente piccolo. In un certo senso, è esattamente il mio stile di vita&#8221;, dice la donna che bilancia un intenso carico di lavoro con lo snowboard, il surf, il ciclismo, il trekking e il crossfit.</p>
<p>L&#8217;amore di Khrystyne Zurian per MINI è nato durante i suoi studi all&#8217;Art Center College of Design di Los Angeles. Una MINI Cooper S rossa con il tetto nero a contrasto è stata &#8220;la prima auto con cui ho stretto un legame emotivo immediato&#8221;. E questo è tutto dire per una donna che proviene da una &#8220;famiglia di camion&#8221;. Nel sud dello stato americano della California, dove è cresciuta, i pick-up con motori V8 di grande cilindrata erano il mezzo di trasporto più comune. Oltre alla sua passione per il disegno, Khrystyne Zurian ha sviluppato in tenera età anche un interesse per le automobili. Insieme ai suoi fratelli accompagnava regolarmente il padre, che gestiva un proprio studio di design. Lì creavano veicoli concettuali e cinematografici, tra cui le &#8220;Batmobili&#8221; e altri veicoli per vari blockbuster di supereroi. &#8220;Era un mondo creativo di cui volevo davvero far parte&#8221;, ricorda Khrystyne Zurian.</p>
<p>È stato durante i suoi studi che Khrystyne Zurian ha capito esattamente dove voleva esprimere la sua creatività. È stato il carattere della sua MINI rossa ad affascinarla. &#8220;In quel periodo mi sono innamorata del marchio. Sapevo che un giorno avrei voluto lavorare per MINI&#8221;. Nel 2010 quel giorno arrivò e Khrystyne Zurian ricorda bene che all&#8217;inizio era quasi un po&#8217; intimidita. Non tanto perché incontrava un settore prettamente maschile nell&#8217;industria automobilistica, ma &#8220;perché improvvisamente ho incontrato così tanti designer di talento nello studio&#8221;. Ma in MINI ha imparato rapidamente a sviluppare fiducia in sé stessa e nelle proprie capacità.</p>
<p>&#8220;Gli unici ostacoli che si trovavano sulla mia strada erano quelli che avevo costruito per me stessa&#8221;, afferma oggi Khrystyne Zurian ed è ancora più entusiasta dell&#8217;affiatamento nella piccola comunità di designer di esterni MINI. &#8220;Lo spirito di squadra in MINI è davvero qualcosa di speciale&#8221;. Per lei, uno dei compiti più impegnativi è quello di gettare le basi per il carattere di un nuovo modello, lottando con le esigenze della tecnologia e combattendo per un buon design nello sviluppo. Avere successo in questi processi non è più una questione di genere, dice Khrystyne Zurian. &#8220;Ci sono ora un bel po&#8217; di donne che scuotono l&#8217;industria automobilistica, e sembra che il numero stia aumentando sempre di più&#8221;.</p>
<p>Il mondo MINI e le donne continuano ad avere stretto legame e anche quest&#8217;anno il marchio ne ha dato prova.</p>
<p>Da un team di sole donne, un omaggio, a chi per prima portò Mini al successo internazionale nel 1962. Nasce la <strong>Mini Pat Moss Edition</strong> in  un&#8217;edizione celebrativa. L&#8217;uscita sul mercato è prevista nel corso della seconda metà di quest&#8217;anno.<br />
Si rifà alla vittoria ottenuta da Pat Moss e dalla navigatrice Ann Wisdom nel 1962, al volante della Mini, nell&#8217;International Tulip Rally. Fu il primo successo internazionale per la Cooper del tempo. Oggi, un abbinamento di colori esclusivo è portato sulla carrozzeria della Mini John Cooper Works e della Mini Cooper S 5 porte.</p>
<p>Il tocco della squadra tutta femminile di Mini è nella responsabile del marchio, Stefanie Wurst, in quello della responsabile comunicazioni Jennifer Treiber-Ruckenbrod, in Morgane Bavagnoli, responsabile Mini designer, la product manager Verena Markart e Lina Fischer, marketing editoriale del marchio.</p>
<p>Di certo possiamo dire che il marchio MINI s&#8217;è legato alle donne molto tempo prima rispetto ad altri marchi e il sodalizio siamo certi porterà sempre nuovi frutti nel presente e nel futuro.</p>
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<p><a href="https://www.wheelsandheels.it/vanessa-mientus-la-donna-che-progetta-gli-autodromi/">VANESSA MIENTUS : LA DONNA CHE PROGETTA GLI AUTODROMI</a></p>
<h1 class="entry-title"></h1>
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		<title>A WHEELS AND HEELS SI RACCONTA CHIARA GIARDELLI MOGLIE DI KEVIN GILARDONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 15:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Wheels and Heels si racconta Chiara Giardelli, moglie del driver Kevin Gilardoni.  Chiara è una grande appassionata di motori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/a-wheels-and-heels-si-racconta-chiara-giardelli-moglie-di-kevin-gilardoni/">A WHEELS AND HEELS SI RACCONTA CHIARA GIARDELLI MOGLIE DI KEVIN GILARDONI</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">A <a href="https://www.wheelsandheels.it/">Wheels and Heels</a> si racconta Chiara Giardelli, moglie del driver Kevin Gilardoni.  Chiara è una grande appassionata di motori che con Kevin vive l&#8217;esperienza del paddock di prima persona.  Spesso sale anche in abitacolo per vivere l&#8217;adrenalina non solo dal muretto in circuito o dal bordo pista nei rally in cui il marito è impegnato.</div>
<div dir="auto">Nel periodo del lockdown in cui i motori erano per pochi spettatori ha iniziato a raccontare cosa viveva nel mondo del motorsport per far conoscere sempre di più questa realtà.</div>
<div dir="auto">Sentiamo la sua esperienza e la sua vita legata al motorsport vissuta in famiglia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">1. <strong>Ciao Chiara è un piacere poterti intervistare, partiamo subito con una domanda classica. Come ti sei avvicinata ai motori, era già un passione per te oppure è nata con l&#8217;incontro di Kevin?</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Sono nata con la passione per i motori, da bambina quando vedevo una bambola non mi <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.1" role="menuitem" aria-haspopup="true">entusiasmavo</span>, invece se vedevo un’auto sportiva passare per strada mi si illuminavano gli occhi.  Per vari motivi sono sempre stata una semplice appassionata di motorsport. Con gli amici andavo a vedere il rally in zona e il Monza Rally Show dove ho sentito per la prima volta il nome di Kevin.<br />
Nel 2016 ho conosciuto Kevin  e la mia vita è stata &#8220;travolta&#8221; da questo mondo, nel senso che siamo veramente partiti con il turbo! Ci siamo conosciuti a febbraio e già alla fine di marzo mi aveva portato  ad un test in Gima, siccome a quei tempi faceva rally, ed avevo avuto l&#8217;occasione di fare un piccolo giretto sulla Clio R3T. Per me salire su una vettura da rally era  un sogno che si avverava! Sempre nel 2016, a giugno, Kevin <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.3" role="menuitem" aria-haspopup="true">é</span> salito per la prima volta su una WRC dove al pronti via ha vinto il rally del Ticino (pensavo di svenire quel giorno per tutte le emozioni provate) e a novembre abbiamo gareggiato insieme sul tracciato di Monza nel Vedovati rally, una ronde che ha luogo solitamente qualche settimana prima del Monza rally show. E da <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.4" role="menuitem" aria-haspopup="true">quell’anno</span> poi ovviamente la storia tra me e lui <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.5" role="menuitem" aria-haspopup="true">é</span> sempre andata migliorando e non ho più potuto, e voluto, rinunciare alle emozioni che questo sport sa regalare.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">2. <strong>Segui Kevin in tutte le trasferte. Dicci un aspetto che adori di questo ambiente e uno che invece fai fatica ad accettare. Come vivi il weekend di gara?</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Sicuramente non sono una ragazza che semplicemente accompagna il marito alle gare. Vivo i weekend di gara al 100% in quanto sono sempre al suo fianco da mattino a sera, ovvero mi alzo con lui. Gli orari della pista sono favolosi, nei rally mi svegliavo anche alle 4 del mattino!</div>
<div dir="auto">Andiamo in pista insieme, dopodiché ci ritagliamo &#8220;i nostri spazi&#8221;, ovvero lui giustamente passa più tempo con i meccanici, con il team, l&#8217;ingegnere e con il suo compagno per perfezionare “il tutto” per la gara mentre io mi porto un libro da leggere, lavoro al pc per la ditta di Kevin, racconto sui social quello che sto vivendo e le giornate in pista volano, anche se effettivamente sono un pochettino lunghe in quanto ci sono molti “tempi morti”.</div>
<div dir="auto">Sono consapevole però che la mia presenza nel box a Kevin fa piacere, lo vedo che quando sale in macchina o fa un pit stop mi cerca con gli occhi, la mia figura per lui <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.6" role="menuitem" aria-haspopup="true">é</span> un supporto psicologico e quindi ci tengo a farmi vedere nei paraggi, a fargli trovare la borraccia pronta per quando rientra dopo uno stint di guida. La cosa che più adoro di questo ambiente <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.7" role="menuitem" aria-haspopup="true">é</span> il legame che si crea tra Kevin e il team per cui corre, non semplicemente fondato solo da un contratto sportivo, ma si instaurano dei rapporti di rispetto, di amicizia e stima fra i membri del team. Si forma una sorta di famiglia sportiva. La cosa invece che più faccio fatica ad accettare? Mmmhhh forse il <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.9" role="menuitem" aria-haspopup="true">pre</span> gara di Kevin, sa essere perfettamente come noi donne in “certi giorni”.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">3. <strong>Non solo pa</strong><strong>ddock e pitlane, ma anche a b</strong><strong>ordo. Come è stata questa esperienza. raccontaci qualche momento divertente ed emozionante. Lo rifaresti?</strong></div>
<div dir="auto">
<p>Di momenti divertenti a bordo <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.10" role="menuitem" aria-haspopup="true">posso</span> raccontarne infiniti! Sicuro non mi dimenticherò mai della mia prima gara. Stavamo per partire di e non sapevo se ridere, se piangere, ma soprattutto prima del semaforo verde pensavo di svenire o vomitare.  Poi mi ricordo la scarica di adrenalina quando ho visto che era ora di fare sul serio e siamo partiti con una grinta che  non pensavo di avere.</p>
<p>Nel 2021 durante il Rally del Ticino in una prova speciale all’uscita di una curva su un dosso, siamo saltati in aria con quattro ruote, atterrando l’auto ha “scartato” ed io ho tremendamente cambiato il tono di voce su una nota in maniera molto buffa.</p>
<p>Un altro momento:  a fine di una prova mancavano solo tre curve ma Kevin continuava ad attaccare allora gli ho detto le note seguite da un “ ehi leone” che ha fatto ridere tutti coloro che vedono l&#8217;onboard. Su Instagram c’è il video di questi due episodi vi consiglio di vederlo.</p>
<p>Per quanto riguarda la pista invece, a novembre abbiamo organizzato una giornata a Varano de&#8217; Melegari con la Lamborghini Super Trofeo con cui ha vinto il campionato.  Kevin portava al suo fianco gli amici che l’hanno supportato durante l’anno sportivo e mi aveva concesso 5 giri di pista per provare la macchina. Non sono mica scesa dopo così poco tempo! Ho girato per tutta la mezz’ora disponibile perché era troppo divertente! non vi dico Kevin &#8230;non era proprio rilassato a starmi a fianco senza guidare per tutto quel tempo! Lo rifarei assolutamente, anzi per quanto riguarda il Rally del Ticino 2022 che si correrà a fine settembre sono già carichissima!</p>
<p>4. <strong>Hai un grande seguito sui social e hai dato il via alla interessante rubrica #tellmethestory, raccontaci come hai avuto l&#8217;idea e quale ne è l&#8217;obiettivo.</strong></p>
</div>
<div dir="auto">Durante il periodo del Covid gli autodromi erano chiusi a tifosi e ad appassionati. Io invece potevo accedervi in quanto era concesso un accompagnatore a pilota. Mi sentivo una privilegiata ad essere lì in quel momento così difficile per tutti. Così ho iniziato tramite stories di Instagram a raccontare quello che vedevo e quello che facevo per coinvolgere i fan di Kevin. Piano piano ho visto che l’idea piaceva. Così ho deciso di raccontare anche al di fuori dei weekend di gare cosa faceva Kevin per allenarsi, io per seguirlo.  Abbiamo ideato dei quiz per intrattenere il pubblico, creato dei contest con dei premi sempre legati alla nostra realtà sportiva. Per esempio si potevano vincere biglietti per le gare del Super Trofeo Lamborghini o la possibilità di salire a fianco a Kevin sulla Lamborghini in pista. Questo ci ha permesso di far conoscere sia Kevin sia la mia figura a persone che non ci seguivamo, ma che hanno iniziato a farlo per i contenuti che postavo. L’obiettivo <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.11" role="menuitem" aria-haspopup="true">é</span> proprio quello. Avvicinare sempre più persone, di tutte le età alle nostre figure “sportivamente parlando” e far vedere come una donna può raccontare il suo punto di vista in un mondo ancora per lo più maschile.</div>
<div dir="auto">5. <strong>Sei una ragazza piena di iniziative e idee, in cosa ti vedremo impegnata a livello di motorsport? Potremmo vedere te in pista e Kevin a sostenerti? Che direzione darai a #tellmethestory?</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Lavoro part-time per la <a href="https://krpublisport.com/">KR Publisport</a>, la ditta di Kevin che si occupa di gestire i suoi partners sportivi. Mi occupo dell’organizzazione di eventi legati al motorsport come track day, eventi in pista e le trasferte sportive. Negli anni scorsi ho ideato un evento di beneficenza per una realtà locale dove Kevin partecipava con l’auto da rally e gli appassionati avevano l&#8217;opportunità di salire al suo fianco e divertirsi in una gincana realizzata per l&#8217;occasione. Sinceramente mi piacerebbe provare a cimentarmi in qualche evento da pilota, userò questa domanda per chiedere a Kevin di farmi da sponsor, chissà se accetterà di guardarmi dal muretto o <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.41" role="menuitem" aria-haspopup="true">navigarmi</span> in un rally!</div>
<div dir="auto">Con #<span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.42" role="menuitem" aria-haspopup="true">tellmethestory</span> voglio continuare a far appassionare sempre più persone a un motorsport raccontato da un&#8217;appassionata, una donna, una moglie di un pilota. Voglio fare in modo che le persone si sentano “con noi” alle gare, che il loro tifo sia ricambiato con le attenzioni che merita e che il dietro le quinte delle gare sia accessibile a tutte le persone che <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.62" role="menuitem" aria-haspopup="true">amano</span> questo sport.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">6. <strong>Cosa ne pensi delle donne nel motorsport, ovvero come vedi la presenza e crescita in un ambiente come il motorsport delle quote </strong><strong>rosa.  Hai modo di vedere nel paddock e avere un occhio critico sull&#8217;evoluzione che si sta vivendo, che ne pensi?</strong></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Le donne nel Motorsport già dagli anni 90 iniziarono ad avere i primi esordi e oggi ci sono sempre più donne nel motorsport. In pista possiamo vedere le Iron Dames presenti con la Ferrari in vari campionati di caratura mondiale inclusa Le Mans. Nei rally ci sono varie donne che guidano e molte donne, alcune veramente bravissime e di esempio anche per tanti uomini, che navigano. Girovagando per il Paddock mi è capitato di vedere alcune figure femminili rivestire il ruolo di meccanico magari anche al cambio gomme piuttosto che nella parte meccanica<span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.118" role="menuitem" aria-haspopup="true">,</span> quindi penso che piano piano le quote rosa <span id="m_6574216262318632623m_2270438694188760101:gz.122" role="menuitem" aria-haspopup="true">stiano</span> rivestendo ruoli sempre più operativi e importanti nel motorsport. Se dovessimo andare oltre oceano basta pensare a Danika Patrick, una donna che ha avuto una lunghissima carriera sia in IndyCar sia in Nascar. Tutti questi sono esempi di come le donne possano dire la loro anche in questo ambiente caratterizzato per lo più da uomini.  Basta tirar fuori la grinta per dimostrare che possiamo arrivare ovunque.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Parlare con Chiara è stato estremamente divertente e si sente tutta la passione e l&#8217;entusiasmo nell&#8217;attività di Kevin, in pista e fuori. Una donna di motorsport non è solo chi lavora di questo nei box ma anche chi sta un pò più dietro le quinte e supporta a pieno l&#8217;attività legata ai motori.</div>
<div dir="auto">Un grande ringraziamento a Chiara, moglie di Kevin Gilardoni per aver permesso a Wheels and Heels di conoscere il suo mondo, la sua passione la sua attività legata ai motori.</div>
<div dir="auto"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/a-wheels-and-heels-si-racconta-chiara-giardelli-moglie-di-kevin-gilardoni/">A WHEELS AND HEELS SI RACCONTA CHIARA GIARDELLI MOGLIE DI KEVIN GILARDONI</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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		<title>A WHEELS&#038;HEELS SI RACCONTA GIORGIA ASCARI DELLA ASCARI DESIGN HELMET</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2022 15:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ascari design]]></category>
		<category><![CDATA[beppe gabbiani]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia ascari]]></category>
		<category><![CDATA[lucky design]]></category>
		<category><![CDATA[wheelsandheels]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wheels &#38; Heels vuole dare voce alle storie delle donne che lavorano nel motorsport sia intervistandole nella puntata ricorrente de [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/a-wheelsheels-si-racconta-giorgia-ascari-della-ascari-design-helmet/">A WHEELS&#038;HEELS SI RACCONTA GIORGIA ASCARI DELLA ASCARI DESIGN HELMET</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Wheels &amp; Heels vuole dare voce alle storie delle donne che lavorano nel motorsport sia intervistandole nella puntata ricorrente de #ilsalottodiwheelsandheels sia tramite intervista .</p>
<p>Abbiamo incontrato Giorgia Ascari che si occupa di aerografia, disegna e crea design per caschi, un&#8217;attività davvero interessante e creativa che ha dato vita alla sua attività Ascari Design Helmet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Giorgia iniziamo questa intervista proprio dal tuo nome,  hai un cognome importante e conosciuto nel mondo dei motori, una stupenda casualità? è stato di aiuto o di intralcio?</li>
</ul>
<p>Ascari è un nome altisonante nel settore&#8230;non essendoci una parentela con il famoso Alberto, per me è una ben accetta coincidenza!</p>
<ul>
<li>Come è nata la tua passione e la tua attività cosi interessante e importante nel motorsport.</li>
</ul>
<p>Era il 1990,non avevo mai preso in mano un aerografo e non avevo mai smontato un casco. Mio cugino Paolo ( Ascari )  mi assunse in quella che all&#8217;epoca era una delle prime aziende emergenti nel settore, la AP Designs srl, avevo 17 anni.</p>
<div dir="auto">Ricordo il &#8220;mio primo casco&#8221; ,era di Beppe Gabbiani&#8230;.wow! Poi conobbi Claudio Mazzi e fu lì a nascere  la vera passione per l&#8217;aerografia.</div>
<div dir="auto">Lavoravo giorno e notte, l&#8217;aerografo era sempre tra le mie mani, sono seguite diverse collaborazioni nel corso degli anni con Claudio.</div>
<div dir="auto">Dopo qualche anno di esperienza, a 23 anni mi presentai alla Lucky Design, assunta subito! Sono passati 25 anni e ancora collaboro attivamente con loro.</div>
<div dir="auto">Nel 2020 decido di uscire con il mio nome, <a href="https://www.facebook.com/superGiorgia/">Ascari Design</a> Helmet e le soddisfazioni sono arrivate fin da subito,il curriculum a questo punto della mia vita non manca&#8230;.</div>
<div dir="auto"></div>
<ul>
<li dir="auto">Essere una donna che lavora con uomini&#8230;.faccenda complicata? Non eccessivamente&#8230;</li>
</ul>
<div dir="auto">Per me ,non è mai esistita un&#8217;alternativa accettabile a questo lavoro, la faccenda si è complicata un po&#8217; quando ho deciso di avere figli!</div>
<div dir="auto">Tuttora lavoro molto di notte&#8230;quando tutti dormono!</div>
<div dir="auto">È un fattore che mi rende felice, quella che tra colleghi e clienti ci sia un indiscriminato rispetto. Diciamo che l&#8217; ambito può essere prevalentemente maschile&#8230;ma l&#8217;arte resta comunque nelle mani di tutti!</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<ul>
<li>Qual è il casco più bello e significativo che hai realizzato e di quale casco ti vorresti occupare? A chi vorresti realizzarlo?</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">Oggi ho 48 anni,ho disegnato caschi per diverse aziende, italiane e non, moltissimi piloti in ogni categoria, non saprei scegliere quello che ho realizzato e che mi piace di più, sarebbe una scelta molto difficile.  Quello che vorrei  realizzare,è il casco della prossima donna che correrà in formula uno&#8230;.non so se vivrò abbastanza però! Comunque ci spero</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">E noi di Wheels &amp; Heels ci uniamo alla speranza di Giorgia, quella di vedere presto una donna in F1 e di vederla indossare un casco disegnato da lei, donna determinata, appassionata , un artista nel mondo del motorsport.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">A.M.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="https://www.wheelsandheels.it/un-crowfunding-a-sostegno-di-nicole-maffeis/">UN CROWFUNDING A SOSTEGNO DI NICOLE MAFFEIS</a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/a-wheelsheels-si-racconta-giorgia-ascari-della-ascari-design-helmet/">A WHEELS&#038;HEELS SI RACCONTA GIORGIA ASCARI DELLA ASCARI DESIGN HELMET</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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		<title>SUZANNE ROYCE, DOPO 37 ANNI VA IN PENSIONE LA PRIMA DONNA SCRUTATRICE FIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 13:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Suzanne Royce è un&#8217;icona nel mondo degli sport motoristici,  è stata la prima donna al mondo a ricevere il titolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/suzanne-royce-dopo-37-anni-va-in-pensione-la-prima-donna-scrutatrice-fia/">SUZANNE ROYCE, DOPO 37 ANNI VA IN PENSIONE LA PRIMA DONNA SCRUTATRICE FIA</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Suzanne Royce è un&#8217;icona nel mondo degli sport motoristici,  è stata la prima donna al mondo a ricevere il titolo di Chief Scrutineer Internazionale della FIA ed è l&#8217;unica donna ad aver svolto questo ruolo nelle gare di Formula Uno. Ha ricevuto il premio  come miglior capo scrutatore dell&#8217;anno nel 2020 dalla <a href="https://www.fia.com/">FIA</a> ed è co-autrice di un libro che introduce gli aspetti ingegneristici e di gestione del team davvero interessante per tutti coloro che sono interessati a questo sport.</p>
<p>Negli ultimi decenni Suzanne Royce è stata Capo Scrutinatore per la FIM MotoGP, Formula E, FIA WEC e molti altri eventi motoristici internazionali, inclusa la F1, ovviamente.<br />
Lo scorso fine settimana con il GP di Austin ha chiuso i suoi 37 anni di carriera. Immense congratulazioni per tutti i suoi straordinari risultati e per il suo ottimo lavoro.</p>
<p>È un modello per tutte le donne nel mondo del motorsport e al di fuori di esso.</p>
<p>Anna Mangione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wheelsandheels.it/suzanne-royce-dopo-37-anni-va-in-pensione-la-prima-donna-scrutatrice-fia/">SUZANNE ROYCE, DOPO 37 ANNI VA IN PENSIONE LA PRIMA DONNA SCRUTATRICE FIA</a> proviene da <a href="https://www.wheelsandheels.it">Wheels&amp;Heels</a>.</p>
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