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IL MONDO MINI E LE DONNE

IL MONDO MINI E LE DONNE

Un legame solido creato nel tempo e nella storia di un marchio cosi importante e affascinante quello tra il mondo  MINI e le donne.

Sapevate che è stata una donna ad aver messo su strada la MINI più veloce mai costruita? E che la prima MINI puramente elettrica è stata sviluppata sotto la direzione di una donna? E che il design del modello “più mascolino” della gamma MINI è stato plasmato da una donna?

Monaco. A Berlino, l’8 marzo è considerata festa nazionale, a Monaco, invece, uomini e donne lavorano nella giornata internazionale della donna. Nella vita lavorativa quotidiana di MINI, i progressi verso la vera uguaglianza di genere sono da tempo evidenti sulle tabelle del personale per i vari reparti, le responsabilità e le posizioni dirigenziali di ogni tipo. “We are all different – but good together” è un motto il cui significato è costantemente riscontrabile nella pratica. Non c’è altra via per un produttore di auto premium attivo a livello globale, la cui metà dei veicoli viene in media acquistata e guidata da donne.

La lotta per la parità sarà conclusa con successo solo quando non ci sarà più bisogno di parlarne. Parole sante in effetti. Fino ad allora, le donne eccezionali del team MINI continuano ad essere fonte di ispirazione per altre donne. Tante di loro sono esempi di donne forti che hanno preso il timone in posizioni chiave in MINI e sono arrivate dove sono semplicemente perché sono le migliori in ciò che fanno.

Sapevate che è stata una donna ad aver messo su strada la MINI più veloce mai costruita?

Petra Beck ha frequentato una scuola secondaria femminile per le lingue moderne e ha poi deciso di studiare ingegneria elettrica. “Al momento della decisione non mi rendevo conto che sarebbe stato uno shock culturale”, ricorda. “Ero solo appassionata di matematica e fisica e volevo scegliere una facoltà che mi avrebbe dato più opportunità possibili”. Nel suo corso di laurea, la percentuale di donne era allora inferiore al dieci per cento. Dopo aver intrapreso la carriera, le cose non erano molto diverse: nei progetti internazionali che supervisionava come ingegnere di sistemi per l’industria aerospaziale i colleghi uomini erano chiaramente la maggioranza. Sono seguiti cinque anni di consulenza di processo tra vendite, produzione e gestione dei fornitori.

Cosa serve per reggere il confronto in un ambito maschile? “Devi essere molto interessata, entusiasta e avere anche un po’ di resistenza”, racconta Petra Beck. E ad un certo punto, secondo la sua esperienza, la competenza e la personalità sono ciò che conta di più. “Fondamentalmente, soprattutto come manager, tutti gli argomenti – non importa quanto siano tecnici – sono prima di tutto affari tra persone”. Tuttavia, la solida base del suo lavoro di sviluppo come ingegnere l’ha spesso aiutata a farsi accettare più rapidamente.

Petra Beck lavora per il BMW Group dal 2007, dove “molto è cambiato in termini di diversità negli ultimi anni”. E quando si tratta di questa tematica: “preferisco sempre essere parte del processo piuttosto che solo uno spettatore”. Prodotti eccitanti, una grande squadra, un lavoro internazionale e compiti diversi – tutto ciò che la attrae del suo lavoro come project manager di veicoli in MINI, che svolge da due anni. Uno dei punti salienti finora è stato accompagnare lo sviluppo in serie della MINI più veloce mai prodotta, in un ruolo di primo piano.

La MINI John Cooper Works GP (consumo di carburante combinato: 7,3 l/100 km; emissioni di CO2 combinate: 167 g/km) è una rarità estremamente audace con il suo motore a quattro cilindri da 225 kW/306 CV e una serie di 3000 unità. Nonostante il suo aspetto imponente, questa MINI è anche un’auto davvero piacevole, come osserva la project manager. “Mi piace quando l’auto suscita un sorriso sul volto degli altri utenti della strada. Questo è esattamente quello che succede per ogni MINI”, inclusi i raduni di auto d’epoca, ai quali Petra Beck ama partecipare nel suo tempo libero, e che attende con ansia dopo lo stop dovuto alla pandemia.

Sapevi che la prima MINI puramente elettrica è stata sviluppata sotto la direzione di una donna?

“Essere diversi non è né buono né cattivo, bisogna solo capirlo prima” afferma Elena Eder, che possiede delle “diversità” sul suo curriculum e si descrive come una “figlia del mondo”. Nata in Italia, cresciuta trilingue da bambina prima negli USA e poi in Francia, ha studiato ingegneria meccanica in Italia dopo il diploma, per poi rimettersi in viaggio poco dopo. Le sue prime esperienze professionali l’hanno portata in Francia, Italia, Inghilterra e Germania, oltre che in India e Cina. Nel frattempo, Elena Eder è madre di tre figli e si è fatta un nome in MINI. Come project manager, è stata determinante nel portare su strada il primo modello completamente elettrico del marchio premium britannico, la MINI Cooper SE (consumo di carburante combinato: 0,0 l/100 km; consumo elettrico combinato: 17,6 – 15,2 kWh/100 km secondo WLTP, 16,1 – 14,9 kWh/100 km secondo NEDC, emissioni di CO2 combinate: 0 g/km).

Per Elena Eder, la sostenibilità è una questione di atteggiamento e la tecnologia è lo strumento per realizzarla. Già da bambina provava un certo entusiasmo per la tecnologia. “Non giocavo con le bambole, ma con le macchine”. E così anche la sua carriera professionale l’ha portata nell’industria automobilistica. “Sono sempre stata affascinata dalla complessità e dalle cose belle”, dice Elena Eder. “E le automobili stanno agli ingegneri come un’immersione nella Grande Barriera Corallina sta ai subacquei”.

Il fatto di doversi immergere nel mondo prettamente maschile non ha mai preoccupato molto l’ingegnere. “Non ho mai voluto vederlo come un lavoro da uomo. Lo vedevo solo come una passione, è lì che volevo andare”. Elena Eder è convinta che la determinazione, l’apertura e un atteggiamento che dia semplicemente per scontata la diversità siano la migliore ricetta contro le restrizioni che ancora troppo spesso ostacolano le donne. “Penso che ognuno dovrebbe seguire la propria passione e che nessuno dovrebbe essere vittima di un pregiudizio o uno schema precostituito”.

Sapevate che il design del modello “più mascolino” della gamma MINI è stato plasmato da una donna??

La MINI Countryman è la più grande, la più versatile e, secondo alcuni, il modello più “maschile” del marchio MINI. La robusta tuttofare deve il suo design espressivo in gran parte a una donna. La designer MINI Khrystyne Zurian ha un legame stretto con questo modello. “La MINI Countryman è sportiva e versatile, sprigiona molta energia in un ingombro relativamente piccolo. In un certo senso, è esattamente il mio stile di vita”, dice la donna che bilancia un intenso carico di lavoro con lo snowboard, il surf, il ciclismo, il trekking e il crossfit.

L’amore di Khrystyne Zurian per MINI è nato durante i suoi studi all’Art Center College of Design di Los Angeles. Una MINI Cooper S rossa con il tetto nero a contrasto è stata “la prima auto con cui ho stretto un legame emotivo immediato”. E questo è tutto dire per una donna che proviene da una “famiglia di camion”. Nel sud dello stato americano della California, dove è cresciuta, i pick-up con motori V8 di grande cilindrata erano il mezzo di trasporto più comune. Oltre alla sua passione per il disegno, Khrystyne Zurian ha sviluppato in tenera età anche un interesse per le automobili. Insieme ai suoi fratelli accompagnava regolarmente il padre, che gestiva un proprio studio di design. Lì creavano veicoli concettuali e cinematografici, tra cui le “Batmobili” e altri veicoli per vari blockbuster di supereroi. “Era un mondo creativo di cui volevo davvero far parte”, ricorda Khrystyne Zurian.

È stato durante i suoi studi che Khrystyne Zurian ha capito esattamente dove voleva esprimere la sua creatività. È stato il carattere della sua MINI rossa ad affascinarla. “In quel periodo mi sono innamorata del marchio. Sapevo che un giorno avrei voluto lavorare per MINI”. Nel 2010 quel giorno arrivò e Khrystyne Zurian ricorda bene che all’inizio era quasi un po’ intimidita. Non tanto perché incontrava un settore prettamente maschile nell’industria automobilistica, ma “perché improvvisamente ho incontrato così tanti designer di talento nello studio”. Ma in MINI ha imparato rapidamente a sviluppare fiducia in sé stessa e nelle proprie capacità.

“Gli unici ostacoli che si trovavano sulla mia strada erano quelli che avevo costruito per me stessa”, afferma oggi Khrystyne Zurian ed è ancora più entusiasta dell’affiatamento nella piccola comunità di designer di esterni MINI. “Lo spirito di squadra in MINI è davvero qualcosa di speciale”. Per lei, uno dei compiti più impegnativi è quello di gettare le basi per il carattere di un nuovo modello, lottando con le esigenze della tecnologia e combattendo per un buon design nello sviluppo. Avere successo in questi processi non è più una questione di genere, dice Khrystyne Zurian. “Ci sono ora un bel po’ di donne che scuotono l’industria automobilistica, e sembra che il numero stia aumentando sempre di più”.

Il mondo MINI e le donne continuano ad avere stretto legame e anche quest’anno il marchio ne ha dato prova.

Da un team di sole donne, un omaggio, a chi per prima portò Mini al successo internazionale nel 1962. Nasce la Mini Pat Moss Edition in  un’edizione celebrativa. L’uscita sul mercato è prevista nel corso della seconda metà di quest’anno.
Si rifà alla vittoria ottenuta da Pat Moss e dalla navigatrice Ann Wisdom nel 1962, al volante della Mini, nell’International Tulip Rally. Fu il primo successo internazionale per la Cooper del tempo. Oggi, un abbinamento di colori esclusivo è portato sulla carrozzeria della Mini John Cooper Works e della Mini Cooper S 5 porte.

Il tocco della squadra tutta femminile di Mini è nella responsabile del marchio, Stefanie Wurst, in quello della responsabile comunicazioni Jennifer Treiber-Ruckenbrod, in Morgane Bavagnoli, responsabile Mini designer, la product manager Verena Markart e Lina Fischer, marketing editoriale del marchio.

Di certo possiamo dire che il marchio MINI s’è legato alle donne molto tempo prima rispetto ad altri marchi e il sodalizio siamo certi porterà sempre nuovi frutti nel presente e nel futuro.

 

 

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