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SIMONETTA FOSSATI , UNA VITA IN AUTODROMO A MONZA, SI RACCONTA A WHEELS AND HEELS

Simonetta Fossati si racconta a Wheels and Heels
Simonetta Fossati, ha vissuto una vita vicina ai motori nel tempio della velocità conosciuto in tutto il mondo, l’Autodromo di Monza, racconta a Wheels and Heels la sua carriera al servizio del motorsport.
– Simonetta Fossati, per anni negli uffici dell’Autodromo di Monza, punto di riferimento per i fruitori dell’impianto motoristico,  come è iniziata la tua esperienza durata una vita in autodromo? Di cosa ti sei sempre occupata?
Sono entrata a far parte dello staff dell’autodromo di Monza a fine settembre del 1979; tramite una conoscenza che lavorava in Autodromo, avevo saputo che cercavano una giovane impiegata e così mi sono candidata. Dopo aver fatto gli abituali colloqui con i dirigenti SIAS,  sono stata assunta. Avevo appena compiuto 20 anni e non mi sembrava vero aver fatto l’ingresso in un luogo così prestigioso e conosciuto in tutto il mondo.
Inizialmente ero in supporto all’ufficio tecnico, ma, essendo solamente in 4 impiegati e avendo un calendario eventi ultra pieno, davo una mano in tutte le attività.
Nel corso degli anni mi sono  dedicata soprattutto alla gestione dell’ufficio pista cioè sia la programmazione quotidiana dei test  sportivi sia degli eventi commerciali. Contemporaneamente seguivo l’organizzazione e la segreteria del Trofeo Cadetti, una categoria estremamente seguita in quegli anni che tutt’ora esiste, la F. Junior
Dal 1997 all’aprile 2019 ho svolto le mansioni di segreteria di direzione e presidenza.
– Sei entrata in questo ambiente tipicamente maschile quando le donne erano davvero poche, ci sono state situazioni in cui hai sentito  un pò di discriminazione?
Effettivamente quando iniziai a lavorare all’autodromo, le donne erano veramente pochine.
Malgrado ciò, non ho mai vissuto situazioni di discriminazione anzi direi il contrario. Probabilmente, avendo un carattere socievole, sorridente e con tanta voglia di imparare, sono stata sempre ben voluta ed apprezzata dalla maggior parte delle persone che  frequentavano a vario titolo l’autodromo di Monza
– Ci sono  aneddoti che ricordi con altre figure femminili nel tuo percorso lavorativo?
Come ho detto, le figure femminili negli anni 80 erano veramente pochine…. io ero veramente timida ed arrossivo per nulla!!
Ero davvero affascinata e per un certo senso “gelosa” di atteggiamenti sicuri e forti che avevano alcune giovani donne che frequentavano la pista, una fra tutte Daniela Manni, moglie di Alex Zanardi,  che in quegli anni seguiva la segreteria dell’Asso Formula 3, quando questa categoria contava almeno 40 vetture. Era e, credo sia ancora, una tipa davvero “tosta”, coordinare tutto quel gruppo di uomini non era cosa facile.
Un’altra figura femminile, molto diversa da me, e che …. si faceva notare è Roberta Gremignani.
Sempre in prima fila nella coordinazione del Team Audi Italia; quando veniva in ufficio era un uragano, piuttosto polemica e brontolona su tutto e tutti, senza peli sulla lingua. Mi metteva piuttosto soggezione …. ma a distanza di anni devo dire che in molti dei suoi “brontolamenti” c’era del vero.
– Hai avuto modo di vedere l’evoluzione del motorsport, come è cambiato l’ambiente e i frequentatori di uffici e autodromo in generale?
Dal 1979 al 2019 molte cose sono cambiate.
La prima cosa che mi viene da pensare sono i numeri sia dei partecipanti alle gare che degli spettatori.  Non ci sono paragoni con quelli attuali; naturalmente quelli degli anni passati erano notevolmente più alti.
L’ambiente sportivo degli anni ’80 era molto più ricco di rapporti umani rispetto a quello odierno.
Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente molti piloti e personaggi famosi che venivano direttamente negli uffici per qualsiasi loro necessità, dalla telefonata, al chiamare un taxi o prenotare un ristorante o pagare direttamente l’ingresso in pista per le prove libere.
Non c’erano i cellulari e i computer, quindi se volevi telefonare si doveva per forza venire in ufficio e comprare  gettoni telefonici, oppure se volevi prenotare un ristorante per la sera, dovevi venire in ufficio per consultare gli elenchi telefonici SIP. Un altro mondo.
Non c’erano i direttori sportivi, o se c’erano avevano altro da fare, quindi i piloti di tutte le categorie venivano direttamente in ufficio per firmare lo scarico di responsabilità prima dell’ingresso in pista, oppure venivano con i loro documenti, alle verifiche sportive.
Cosa ne pensi delle donne ora nel mondo dei motori e delle iniziative che si stanno attuando.
Sono molto contenta che ora ci siano diverse donne nel motorsport  sia a livello di “pilotesse” che di “direttori sportivi” e in questo ultimo ruolo, devo dire che la loro competenza e precisione va oltre quella dei maschietti!!!
Anche in Formula 1 le figure femminili sono ormai in aumento con incarichi di tutto prestigio.
Non da ultimo, vorrei far notare che spetta ad una donna l’incarico di Direttore Generale di un prestigioso autodromo italiano: quello di Monza.
Un grazie a Simonetta Fossati che ha permesso a Wheels and Heels di conoscere la sua storia raccontandoci la sua vita dedicata all’Autodromo di Monza, una veduta dagli uffici del Tempio della velocità conosciuto in tutto il mondo.
Anna Mangione

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